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Le dipendenze: tra etica delle neuroscienze e neuroscienze dell'etica
Stefano Canali
Dalla bioetica alla neuroetica e ritorno: temi, prospettive e controversie Ciò che rende la neuroetica differente dalla bioetica è, per Levy, il fatto che la neuroetica metta in discussione alcune delle assunzioni che sono alla base della bioetica
Gilberto Corbellini
Università "La Sapienza" Sezione di Storia della Medicina Roma
Neurobiologia delle dipendenze: implicazioni per il controllo volontario del comportamento Ciò che è più interessante è che le moderne definizioni di dipendenza si focalizzano direttamente sul tema del controllo volontario
Steven E. Hyman
Università di Harvard
Farmacologia della compulsione? Aspetti neuroetici controversi del modello biomedico della dipendenza La prima e principale conseguenza etica della nozione di dipendenza come patologia del cervello è che il tossicodipendente non dovrebbe essere ritenuto responsabile per la sua condizione e per i comportamenti legati alla ricerca e al consumo della sostanza
Stefano Canali
Università di Cassino
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Neuroetica delle dipendenze (€
10,33)
Dipendenza, autonomia e azione estesa Le inversioni delle preferenze, per lo meno quando significative, minano l'autonomia perché minano l'azione estesa
Neil Levy
University of Melbourne and University of Oxford neil.levy@philosophy.ox.ac.uk
Implicazioni etiche e politiche delle applicazioni della ricerca neurobiologica sulle dipendenze
Un problema fondamentale nei dibattiti sulle implicazioni etiche dell'approccio neuroscientifico alla tossicodipendenza è quanta "autonomia" il soggetto dipendente possegga, ovvero quanta capacità di compiere "scelte" libere e consapevoli
*Adrian Carter **Benjamin Capps ***Wayne Hall
*Queensland Brain Institute The University of Queensland
**Centre for Biomedical Ethics National University of Singapore
***School of Population Health The University of Queensland
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Percezione del rischio e stili educativi nella prevenzione degli incidenti stradali in adolescenza
Poiché la valutazione del rischio come più o meno grave è correlata con la tendenza ad evitarlo o a correrlo più facilmente, risulta indirettamente confermata l'ipotesi dello stile educativo autorevole come fattore di protezione contro i comportamenti a rischio adolescenziali
*Mauro Pini **Elena Calamari **Agnese Pietrelli ***Renzo Piz
*U.F. Ser.T. ASL 6 di Livorno e Cattedra di Psicologia dello Sviluppo, Università di Pisa
**Cattedra di Psicologia Generale, Università di Pisa
***U.O. Educazione alla Salute ASL 5 di Pisa e Cattedra di Psicologia Sociale Università di Pisa
a
cura di Andrea Flego
Dipartimento
per le Dipendenze - ASS n. 6 -"Friuli Occidentale" - Via
Codafora 15 - 33170 - Pordenone
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Nel
prossimo numero:
ADHD Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (Attention Deficit Hyperactivity Disorder)
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