Un esempio di pragmatismo scientifico
Pier Paolo Pani
Il
punto sui recettori oppioidi
Recettori oppioidi
e peptidi endogeni costituiscono un sistema complesso imlicato nel
controllo di funzioni e comportamenti quali risposta allo stress,
motivazione, termoregolazione, respirazione, essenziali per la sopravvivenza
dell'individuo e alla specie
Andrea
Vendramin*
Annella M. Sciacchitano**
* Primario Ser.T., Direttore del Dipartimento per le Dipendenze
ULSS n° 16 Padova
Corso di Perfezionamento in "Neurobiologia e Neurofarmacologia
delle Tossicodipendenze" Università degli Studi di Padova
e-mail: andrea.vendramin@unipd.it
** Medico Specialista
in Tossicologia Medica ed in Farmacologia Clinica
Farmacologia
della buprenorfina
Per le particolarità
cinetiche e dinamiche di questo oppiaceo, già alla fine degli
anni settanta era stato ipotizzato un suo impiego clinico nel trattamento
della dipendenza da oppiacei
Roberto
Mollica
Servizio Tossico-alcoldipendenze
e Patologie Correlate - ASL Città di Milano
Segretario Esecutivo Nazionale SITD |

BUPRENORFINA
(€
10,33)
Buprenorfina:
prove di efficacia
L'efficacia della
buprenorfina nel trattamento dell'abuso/dipendenza da oppiacei è
dimostrata da numerosi studi.
Le prove che ne sostengono l'efficacia riguardano sia la riduzione
dell'uso di oppiacei non prescritti, sia la promozione della ritenzione
in trattamento
Matteo Pacini
Icro Maremmani
PISA-SIA (Study and Intervention on Addiction) Group
Dipartimento di Psichiatria, NFB Università di Pisa.
Associazione per l'utilizzo delle
Conoscenze Neuroscientifiche a fini Sociali - AU CNS onlus, Pietrasanta,
Lucca
Istituto di Scienze del Comportamento
"G. De Lisio" Carrara.
La
pratica clinica del trattamento con buprenorfina
La buprenorfina
consente di coprire il gap esistente nell'armamentario farmacologico
per il trattamento della dipendenza da oppiacei fra farmaci provvisti
di piena attività agonista e farmaci privi di attività
intrinseca. Per il clinico che si occupa di eroinodipendenza, ciò
rappresenta un indubbio passo in avanti
Pier Paolo
Pani
Psichiatra
Medicina delle Tossicodipendenze, Cagliari
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Buprenorfina
a giorni alterni
Di solito durante
le settantadue ore successive all’ultima somministrazione
di buprenorfina, in pazienti in regime di mantenimento, non si rileva
la comparsa di una sintomatologia astinenziale clinicamente evidente
Alessandro
Agus
Farmacologo
Dipartimento di Neuroscienze "Bernard B. Brodie"
Università di Cagliari
La
buprenorfina nel trattamento della dipendenza da oppiacei: popolazioni
speciali
Le sperimentazioni
cliniche di nuovi farmaci di solito escludono situazioni che si
trovano abitualmente nella pratica clinica, come la comorbilità
psichiatrica, la gravidanza, l'infezione da HIV. Esistono pertanto
situazioni, ambiti di intervento e tipologie di pazienti per i quali
le evidenze scientifiche sono a tutt'oggi insufficienti
Emanuela
Torgu
Psichiatra
Medicina delle Tossicodipendenze
Cagliari
a
cura di Andrea Flego
Dipartimento
per le Dipendenze - ASS n. 6 -"Friuli Occidentale" - Via
Codafora 15 - 33170 - Pordenone
Informazioni
per gli autori
(PDF) |
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