Settembre 2001 anno IX numero (32), pag. 64

EDITORIALE


Un esempio di pragmatismo scientifico


Pier Paolo Pani

NEUROBIOLOGIA

Il punto sui recettori oppioidi
Recettori oppioidi e peptidi endogeni costituiscono un sistema complesso imlicato nel controllo di funzioni e comportamenti quali risposta allo stress, motivazione, termoregolazione, respirazione, essenziali per la sopravvivenza dell'individuo e alla specie

Andrea Vendramin*
Annella M. Sciacchitano**

* Primario Ser.T., Direttore del Dipartimento per le Dipendenze ULSS n° 16 Padova
Corso di Perfezionamento in "Neurobiologia e Neurofarmacologia delle Tossicodipendenze" Università degli Studi di Padova
e-mail: andrea.vendramin@unipd.it

** Medico Specialista in Tossicologia Medica ed in Farmacologia Clinica

FARMACOLOGIA

Farmacologia della buprenorfina
Per le particolarità cinetiche e dinamiche di questo oppiaceo, già alla fine degli anni settanta era stato ipotizzato un suo impiego clinico nel trattamento della dipendenza da oppiacei

Roberto Mollica

Servizio Tossico-alcoldipendenze e Patologie Correlate - ASL Città di Milano
Segretario Esecutivo Nazionale SITD



BUPRENORFINA
(€ 10,33)

FARMACOLOGIA CLINICA

Buprenorfina: prove di efficacia
L'efficacia della buprenorfina nel trattamento dell'abuso/dipendenza da oppiacei è dimostrata da numerosi studi.
Le prove che ne sostengono l'efficacia riguardano sia la riduzione dell'uso di oppiacei non prescritti, sia la promozione della ritenzione in trattamento

Matteo Pacini
Icro Maremmani

PISA-SIA (Study and Intervention on Addiction) Group
Dipartimento di Psichiatria, NFB Università di Pisa.

Associazione per l'utilizzo delle Conoscenze Neuroscientifiche a fini Sociali - AU CNS onlus, Pietrasanta, Lucca

Istituto di Scienze del Comportamento "G. De Lisio" Carrara.

CLINICA E TERAPIA 1

La pratica clinica del trattamento con buprenorfina

La buprenorfina consente di coprire il gap esistente nell'armamentario farmacologico per il trattamento della dipendenza da oppiacei fra farmaci provvisti di piena attività agonista e farmaci privi di attività intrinseca. Per il clinico che si occupa di eroinodipendenza, ciò rappresenta un indubbio passo in avanti

Pier Paolo Pani

Psichiatra
Medicina delle Tossicodipendenze, Cagliari

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CLINICA E TERAPIA 2

Buprenorfina a giorni alterni
Di solito durante le settantadue ore successive all’ultima somministrazione di buprenorfina, in pazienti in regime di mantenimento, non si rileva la comparsa di una sintomatologia astinenziale clinicamente evidente

Alessandro Agus

Farmacologo
Dipartimento di Neuroscienze "Bernard B. Brodie"
Università di Cagliari

CLINICA E TERAPIA 3

La buprenorfina nel trattamento della dipendenza da oppiacei: popolazioni speciali
Le sperimentazioni cliniche di nuovi farmaci di solito escludono situazioni che si trovano abitualmente nella pratica clinica, come la comorbilità psichiatrica, la gravidanza, l'infezione da HIV. Esistono pertanto situazioni, ambiti di intervento e tipologie di pazienti per i quali le evidenze scientifiche sono a tutt'oggi insufficienti

Emanuela Torgu

Psichiatra
Medicina delle Tossicodipendenze
Cagliari

LA PAGINA DELLA SITD

a cura di Andrea Flego

Dipartimento per le Dipendenze - ASS n. 6 -"Friuli Occidentale" - Via Codafora 15 - 33170 - Pordenone

 

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