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Dolore e castigo
Pier
Paolo Pani
Fisiopatologia
del dolore e trattamento farmacologico
L'esperienza "dolore" varia tra gli individui e tra le culture; le influenze culturali del dolore modificano a loro volta la sua percezione da parte delle popolazioni di diverse culture. Un dolore eccessivo, o inappropriato, può determinare sintomi depresivi, ansia e una notevole riduzione della qualità della vita
Gian Luigi Gessa
Dipartimento di Neuroscienze "Bernard B. Brodie" Università di Cagliari
Le vie del dolore sono infinite. Curiamo i dolori inutili
La lotta ai dolori non necessari, cioè quei dolori non più eliminabili perché non sono più eliminabili le cause che li hanno determinati, è un dovere morale prima ancora che un dovere civico. Esso ci impone di garantire una migliore qualità della vita nel rispetto della dignità dell'uomo
Domenico Gioffrè
CNR Istituto di Biofisica Pisa
L'uso
degli oppiacei nel dolore cronico
...l'aver osservato e dimostrato
che l'uso apprpriato di oppiacei non si accompagna né allo
sviluppo di tolleranza all'effetto analgesico né alla comparsa
di sintomi tossicomanici nei soggetti trattati in maniera adeguata,
ha consentito di ridimensionare uno dei tabù della medicina:
il timore di rendere tossicodipendenti i pazienti affetti da dolore
cronico
Carla
Gambarana
Dipartimento
di Neuroscienze
Unità Farmacologica
Università di Siena
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TOSSICODIPENDENZA
E DOLORE
(€
10,33)
Il
trattamento del dolore nel tossicodipendente e nell'alcolista
In via generale
sia il tossicodipendente che l'alcolista, anche in trattamento farmacologico,
pur presentando una probabile alterata percezione dello stimolo
doloroso, devono ricevere per il trattamento del dolore una terapia
analgesica che non differisce sostanzialmente da quella riservata
agli altri pazienti
Felice
Nava
Neuropsicofarmacologo
Dirigente Medico
ULSS n. 8 del Veneto
Ser.T di Castelfranco Veneto
felnava@tin.it
Lettera
aperta a medici e altri operatori sanitari sul trattamento della
sintomatologia dolorosa con agonisti oppioidi in corso di terapia
con metadone
J.
Thomas Payte
CMG
- COLONIAL
MANAGEMENT GROUP, LP
Corporate Medical Director
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Buprenorfina
e gravidanza: case report
Dati scientifici
derivati dalla letteratura internazionale suggeriscono che gli studi,
sebbene non estesi, sull'uso della buprenorfina in gravidanza, in
Paesi in cui esso è permesso, non hanno evidenziato una maggiore
incidenza di effetti dannosi sul prodotto del concepimento, a fronte
di una più bassa frequenza di sindrome astinenziale neonatale
rispetto al metadone
1
Antonio Apicella
1 Nino Caso
1 Vincenzo Buoninfante
1 Francesco Grieco
1 Elisabetta Aricò
1 Giulia Maria Calabrese
2 Anna Pizzirusso
3 Luigi Stella
1
Dirigente Medico U.O. Ser.T DS 97
di Salerno A.S.L. SA/2
2
Dirigente Medico U.O. Ser.T DS 33
di Marcianise A.S.L. CE/1
3
Dirigente Medico U.O. Ser.T DS 76
di Somma Vesuviana A.S.L. NA/4
PROPOSTE
- OPINIONI - RIFLESSIONI |
Aspetti
psicodinamici della correlazione tra personalità e addiction
In realtà
le diverse osservazioni fatte, sia in campo psicoanalitico che in
quello psichiatrico, hanno portato a escludere l'esistenza di una
personalità tossicomanica, a favore invece di una concezione
della tossicomania come di un fenomeno che sembra porsi in una relazione
"possibile" con tutte e tre le strutture psichiche: nevrotiche,
borderline, psicotiche
1
Vincenzo Caretti
2 Giuseppe Craparo
1
Professore Ordinario di
Psicopatologia dello Sviluppo
Dipartimento di Psicologia
Università di Palermo
2
Psicologo e collaboratore di ricerca
Psicopatologia
dello Sviluppo
Dipartimento di Psicologia
Università di Palermo
a
cura di Andrea Flego
Dipartimento
per le Dipendenze - ASS n. 6 -"Friuli Occidentale" - Via
Codafora 15 - 33170 - Pordenone
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Nel
prossimo numero:
Cochrane
Collaboration
revisioni
Drug and Alcohol Group
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per gli autori
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